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Cos’è la ridondanza?

Iniziamo parlando del design campus di una rete medio/grande, rimandiamo per ora lato server. Spesso troviamo tre livelli in ognuno dei quali gli apparati hanno caratteristiche hardware similari e svolgono le stesse funzioni:

 

Core layer - è livello principale della nostra rete, è composto dalle macchine più performanti  ed  ha come compito l’invio veloce dei dati senza eccessivo carico riguardante l’instradamento dei dati stessi.

Distribution layer -  è il livello dove vengono prese decisioni in base alle policy adottate. Qui inoltre dovrebbe terminare il dominio broadcast layer 2 dello stack iso/osi e quindi dove oltre all’instradamento basato sul nostro indirizzo fisico MAC viene aggiunto un header contenente l’indirizzo logico di layer 3, l’IP.

Per ottenere questo risultato si utilizzano switch multilayer capaci di funzioni routing L2 e L3.

Access layer - infine il livello che offre agli utenti l’accesso alle risorse della nostra rete. Lavora solo su layer 2 e può isolare gruppi di utenti terminando diverse VLAN (virtual local area network).

Come dicevamo spesso questo è il best design ma potremmo trovare anche scenari medio/piccoli dove il core e distribution layer vengono unificati (collapsed core) per diminuire i costi e la relativa complessità della nostra rete.

 

Passiamo quindi alla ridondanza… Come possiamo garantire una rete sempre attiva, senza dare disservizio in caso di failure di qualche apparato o link lasciando tutto ciò trasparente all’utenza finale?

 

I punti più critici hanno senza dubbio bisogno di un apparato gemello che svolga le stesse funzioni; può esser lasciato in standby con ruolo secondario e quindi pronto ad entrare in funzione solo nel caso la nostra macchina primaria fallisca o può esser utilizzato per dividere i compiti bilanciando il traffico.

Ne è un chiaro esempio il core layer dove il nostro S1 è replicato da uno switch identico, S2.

Riguardo ai link fisici possiamo evitare ciò con un doppio cablaggio. Avere un uplink ridondato garantisce una doppia funzione: quella di evitare di perdere connettività in caso della semplice rottura di un cavo o dello switch direttamente connesso nel livello superiore.

Nella figura possiamo notare che S4 e S8 non godono di questa proprietà e hanno un unico punto di rottura (single point of failure).

E se avessimo un problema sia con il cablaggio ed una delle due macchine a cui siamo connessi?

Prendiamo ad esempio S3, nel caso S2 avesse un problema di raggiungibilità, S3 avrebbe ancora completa connettività attraverso S1. Ma se erroneamente venisse tranciato l’unico cavo che ci permette di raggiungere S1, S3 rimarrebbe isolato e non solo, con lui tutti gli switch di accesso connessi ad S2 che non hanno un altro cammino verso il core (es. S5).

Possiamo ovviare a questo con un aggregato logico di uplink, ovvero un insieme di interfacce fisiche che oltre ad eliminare il single point of failure riguardante il cablaggio dà un sostanziale incremento di prestazioni in caso di completa operatività.

Se invece perdessimo anche l’aggregato logico da S3 verso S1, oltre all’unico link verso S2?

In questo caso dovremmo arrenderci!! :)

Seguici per scoprire il concetto di resiliency (elasticità) ovvero la capacità di recupero in caso di errore in reti ridondate…

 

 

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